Cosa devo far mangiare alle mie capre?

La formulazione della giusta razione alimentare è sicuramente uno degli aspetti che richiede più esperienza nell’allevamento. Da questa dipende innanzitutto la buona salute e quindi la buona produzione del gregge.

Partendo dal presupposto che la disponibilità di buoni pascoli e di buoni fieni resta alla base, non esistono razioni standard nel buon allevamento; non esistono mangimi o mix di cereali a ciclo unico bensì tutto va adeguato in funzione di molte variabili.
Le principali da considerare nella preparazione della razione di partenza, che verrà poi affinata in stalla in base alla risposta degli animali, sono:
– età;
– peso;
– fase produttiva (mantenimento, accoppiamento, gestazione, lattazione, asciutta).
Ovviamente quando si tratta di capre in lattazione non si può prescindere dal considerare il quantitativo di latte prodotto.
Alcuni punti fermi però esistono. Come detto prima, per le capre è indispensabile la disponibilità di pascolo polifita (fieno polifita se animali stabulati), loro alimento base. Disporre di diverse erbe è sempre meglio che alternare un paio di essenze per poi integrare la dieta con concentrati vari (migliorando così anche qualitativamente il prodotto latte).
Le razioni e le tipologie di concentrati da usare ( sia che in mangimi, sia che in cereali) si devono sempre adeguare al tipo di fieno/pascolo che le capre dispongono sia per tipologia che per quantità e sempre in considerazione dell’inclinazione naturale della razza e dell’animale singolo.
Appoggiarsi alla consulenza di tecnici è sempre una saggia decisione, specie se non si è del tutto esperti.

Come gestire i capretti?

Ogni stalla o allevamento in attività vive annualmente la splendida esperienza delle nascite. Indipendentemente dal numero dei nuovi nati, bisognerebbe sempre avere un piano di gestione dei capretti in linea con i propositi dell’allevamento.

Innanzitutto, se lo scopo principale è quello di sfruttare il latte, naturale per chi possiede capre Saanen, bisogna riflettere su gli innumerevoli vantaggi che comporta la rapida, se non immediata, separazione dei nuovi nati che prevede quindi la predisposizione di una capretteria (o nursery).
Curare interamente la crescita dei capretti dalla nascita fino allo svezzamento richiede competenze e impegno puntuale, ma si dimostra essere la strada migliore da percorrere per limitare le brutte sorprese.
Nel dettaglio, una capretteria con un sistema di allattamento non naturale evita o quantomeno limita:
– infortuni e morti accidentali dei capretti per calpestamento, soffocamento o allontanamento da parte delle adulte;
– la trasmissione di batteri alle mammelle e quindi riduce il rischio di mastiti;
– la trasmissione di virus e batteri ai piccoli;
– i rischi di mal accrescimento dei più deboli.
Questi sono solo i principali vantaggi che si possono immediatamente ottenere, per non parlare di quelli che interessano la gestione, molto più veloce e lineare, e la produzione delle capre stesse.
La capretteria comporta che sia l’allevatore o un operatore a mungere puntualmente e correttamente le capre e a nutrire di conseguenza i capretti.
I capretti, dopo l’iniziale e fondamentale colostro (termizzato secondo la giusta procedura per chi controlli la CAEV) possono essere alimentati con il latte munto (e pastorizzato se è il caso) o con apposito latte in polvere ricostituito.
I sistemi di allattamento artificiale sono diversi: si va dal secchio con tettarelle all’allattatrice automatica ( la c.d. lupa) passando per la canaletta. Tutti sistemi validi ma da relazionare al tipo di allevamento che si ha. Infatti per pochi capi è del tutto inutile pensare a sistemi automatici, ma assolutamente convenienti sono le soluzioni a secchio o a canaletta.
Comunque si allatti è fondamentale rispettare una certa regolarità fra una poppata e un’altra, a meno che non si opti per un allattamento a volontà (che comunque sconsiglio). I capretti necessitano da un minimo di 2 fino a 4 poppate al giorno, considerando sempre la disponibilità dei mangimi di svezzamento e l’età. Regolarità, porzioni adeguate e pulizia sono alla base del successo.

Decornazione e decornatore.

La pratica di decornare i capretti è quasi indispensabile negli allevamenti caprini a stabulazione fissa e in semi-stabulazione.
Ci sono numerose buone ragioni per adottare questa pratica:
– le capre con corna sono solite procurarsi lesioni, anche gravi, in tutto il corpo e in particolare alla mammella;
– spesso si verificano rotture di corna dovute alle naturali sfide gerarchiche;
– le capre con corna tendono ad incastrarsi con la testa;
– le capre con corna necessitano di mangiatoie che le tengano in conto;
– le capre con corna possono rappresentare un pericolo per gli operatori (non pensate ad un attacco dell’animale, bensì al fatto che un movimento della testa della capra fatto solo per paura può bastare per ferire un operatore distratto o concentrato su altro, come una medicazione);
Ovviamente l’atto della rimozione delle corna appare come una mutilazione, una crudeltà nei confronti dell’animale, ma posso assicurare che se eseguita correttamente, il rapporto costi-benefici, per le capre (da allevamento) stesse propenderà verso i benefici.
Una decornazione corretta deve sempre essere effettuata:
– in un ambiente idoneo che non sia la stalla e mai alla vista degli altri capi;
– da un operatore competente e un aiutante;
– nel giusto momento e mai troppo tardi (mediamente entro i primi 14 giorni di vita);
– con strumenti specifici, quali i decornatori elettrici o a gas e seguita da una giusta medicazione.
Se tutte queste condizioni vengono rispettate, l’intervento si dimostrerà rapido sia nell’esecuzione che nella ripresa totale del capretto, nonché privo di sangue e di complicazioni. I giovani trattati infatti ritornano a rilassarsi già in poche ore, alcuni quasi immediatamente, per poi cicatrizzare la zona in poche settimane senza che ne rimanga alcun segno visibile. Dopo la prima medicazione che segue la decornazione, nella prima settimana di guarigione è bene disinfettare a giorni alterni e ad ogni comparsa di sangue per tutto il periodo (spesso dovuta a “grattini” fatti con le zampe) con disinfettante con antibiotico spray ad uso zootecnico.
Il miglior sistema di decornazione è rappresentato per molti allevatori dai decornatori elettrici.
A differenza di altri metodi procurano un risultato rapido e migliore abbassando le probabilità di insuccesso della pratica e limitando i possibili danni all’animale; prevedono però la competenza di chi pratica l’intervento.
Un decornatore elettrico prevede la rimozione meccanica del corno mediate la sua punta rovente e per esplicare al meglio questa funzione senza arrecare danni deve essere:
– adoperato solo da personale competente (no test!!!);
– portato sempre alla sua corretta temperatura d’esercizio;
– scollegato dalla linea elettrica quando adoperato sull’animale e ricollegato nelle pause per mantenerlo in temperatura;
– essere perfettamente pulito, rimuovendo fra un capo e l’altro ogni residuo attaccatovisi.
La temperatura dello strumento è fondamentale come la competenza per la rapida conclusione di una decornazione, in genere si impiegano un paio di minuti/capo.
I risultati della pratica sulle femmine sono eccellenti nella stra maggioranza dei casi, nei maschi sono invece comuni delle ricrescite, non delle corna vere e proprie ma di “pseudocorna” spesso piatte e ricce. Per limitarle è bene decornare i maschi precocemente.

Caprette, fasi alimentari da fine allattamento alla pubertà.

Per portare le caprette e i capretti alla pubertà esistono più metodologie di allevamento, ognuna delle quali tiene in conto molteplici fattori quali la razza, l’orientamento produttivo, le disponibilità di foraggi, ecc. ecc.
Di sicuro la modalità più diffusa negli allevamenti di capre da latte è quella di limitare il tempo dell’allattamento (naturale o artificiale che sia) e di concluderlo entro i 60-90 giorni di vita del capretto.
Già dalle primissime settimane i nuovi nati vengono spinti a mangiare, oltre l’alimento latte, anche alimenti solidi come i mangimi di svezzamento e fieno di ottima qualità, specialmente foglioso; questo in funzione di un corretto e rapido sviluppo del rumine, base del successo.
Raggiunta l’età ma soprattutto la struttura per la sospensione dell’allattamento che come detto avviene entro i primi 90 giorni di vita, le caprette da rimonta e i becchetti continueranno ad alimentarsi avendo sempre a disposizione fieno di qualità a volontà (con una buona componente di leguminose), erbe verdi adatte se disponibili e la giusta razione giornaliera di mangime svezzamento. Questa fase generalmente termina intorno al quinto mese d’età, quando il peso medio è di circa 25 kg (ovviamente va rapportato alla razza).
Da questo momento in poi lo svezzamento è concluso e si può parlare di accrescimento, pertanto va assolutamente riconsiderata la razione alimentare, in termini di concentrati equilibrandola nuovamente in funzione della disponibilità di fieno e pascoli, distinguendo fra caprette e becchetti. Le capre novelle andranno incontro alla pubertà mediamente al settimo mese di vita, e potranno continuare con un piano alimentare di accrescimento fino all’instaurarsi della gravidanza.

Capre o caprette!?

Il più grande dubbio che spesso “affligge”  gli amatori che vogliono avvicinarsi ai caprini è proprio se acquistare capre o caprette.
Cerchiamo di fare chiarezza su alcuni aspetti che andrebbero sempre considerati prima di comprare delle capre.
Innanzitutto, una capra adulta è meno  lunga, per così dire, in termini di messa in produzione, ma allo stesso tempo è un animale maturo con un suo equilibrio e una sua routine.
Il vantaggio temporale che si ottiene dal suo acquisto è bilanciato da tutte le eventuali problematiche che potrebbe comportare il cambio di ambiente, foraggio, gruppo, padrone, gestione. Non sono affatto rare.
Una capra adulta pluripara, in buona salute e di buona genetica, è indubbiamente un animale sicuro in termini di buona riuscita dell’accrescimento e di produzione stimata, questo ne determina il valore economico più alto, specialmente se acquistata in piena produzione o da gravida nei suoi primi 5-6 anni di vita.
Aspettativa di vita, produzione e buon esito della gravidanza sono aspetti che non possono mai prescindere da una continua adeguata gestione degli animali, ma parlando di esseri viventi, non si potranno mai eliminare tutti i rischi.
Dall’altro lato ci sono le caprette.
Bellissime, curiose e divertenti come tutti i cuccioli; richiedono attenzioni nell’organizzazione degli spazi, ma a livello sanitario e alimentare una volta svezzate non comportano particolari impegni.
Per chi non ha molta esperienza, iniziare oltretutto con animali giovani e adattabili che devono ancora affacciarsi alla pubertà, agli amori, alla gestazione e al parto dà modo di capire e acquisire le competenze necessarie per crescere bene i futuri nati.
Comprare delle caprette è sicuramente la scelta migliore per chi non ha immediata necessità di latte e soprattutto per chi vuole costruire un gregge, di qualunque dimensione. Raramente si trovano blocchi di capre selezionate produttive in vendita, ma le loro figlie si. In allevamento si impiegano molti anni per costruire un gruppo selezionato con un certo standard, si affrontano molte spese, molte perdite e molti imprevisti, questo spiega parecchio del valore delle capre fra i 2 e i 6 anni e dei becchi da 18 a 36 mesi.
Una capretta è una scommessa rispetto ad una capra adulta, ma se proveniente da un buon allevamento è quasi sempre vinta.
Per concludere, al di fuori della immediata necessità di latte che costringe a cercare fra capre partorienti o capre in lattazione, non esiste una regola universale da seguire nella scelta, esistono solo fattori da considerare per far ambientare e vivere al meglio le nostre nuove amiche.
Tutte le immagini contenute provengono dalla nostra azienda di Rende (CS)

Benvenuto!

Benvenuto nel blog di centrosaanen.it
In questa sezione condivideremo con tutti voi appassionati le nostre esperienze di allevamento con la speranza di esservi d’aiuto nella gestione delle vostre capre.
Ci teniamo a sottolineare che il blog è curato da noi allevatori in prima persona, pertanto bisogna sempre ricordare che questo non è luogo dove richiedere o produrre consulenze specialistiche, soprattutto mediche, bensì un diario delle nostre considerazioni personali pubblicamente disponibile.
Per quanto riguarda la cura dei vostri animali, benché noi siamo professionisti nel settore, non vogliamo e non possiamo sostituire la figura del veterinario.
Detto ciò, buona lettura e … Rispetto!
Tutte le immagini contenute provengono dalla nostra azienda di Rende (CS)