Come gestire i capretti?

Ogni stalla o allevamento in attività vive annualmente la splendida esperienza delle nascite. Indipendentemente dal numero dei nuovi nati, bisognerebbe sempre avere un piano di gestione dei capretti in linea con i propositi dell’allevamento.

Innanzitutto, se lo scopo principale è quello di sfruttare il latte, naturale per chi possiede capre Saanen, bisogna riflettere su gli innumerevoli vantaggi che comporta la rapida, se non immediata, separazione dei nuovi nati che prevede quindi la predisposizione di una capretteria (o nursery).
Curare interamente la crescita dei capretti dalla nascita fino allo svezzamento richiede competenze e impegno puntuale, ma si dimostra essere la strada migliore da percorrere per limitare le brutte sorprese.
Nel dettaglio, una capretteria con un sistema di allattamento non naturale evita o quantomeno limita:
– infortuni e morti accidentali dei capretti per calpestamento, soffocamento o allontanamento da parte delle adulte;
– la trasmissione di batteri alle mammelle e quindi riduce il rischio di mastiti;
– la trasmissione di virus e batteri ai piccoli;
– i rischi di mal accrescimento dei più deboli.
Questi sono solo i principali vantaggi che si possono immediatamente ottenere, per non parlare di quelli che interessano la gestione, molto più veloce e lineare, e la produzione delle capre stesse.
La capretteria comporta che sia l’allevatore o un operatore a mungere puntualmente e correttamente le capre e a nutrire di conseguenza i capretti.
I capretti, dopo l’iniziale e fondamentale colostro (termizzato secondo la giusta procedura per chi controlli la CAEV) possono essere alimentati con il latte munto (e pastorizzato se è il caso) o con apposito latte in polvere ricostituito.
I sistemi di allattamento artificiale sono diversi: si va dal secchio con tettarelle all’allattatrice automatica ( la c.d. lupa) passando per la canaletta. Tutti sistemi validi ma da relazionare al tipo di allevamento che si ha. Infatti per pochi capi è del tutto inutile pensare a sistemi automatici, ma assolutamente convenienti sono le soluzioni a secchio o a canaletta.
Comunque si allatti è fondamentale rispettare una certa regolarità fra una poppata e un’altra, a meno che non si opti per un allattamento a volontà (che comunque sconsiglio). I capretti necessitano da un minimo di 2 fino a 4 poppate al giorno, considerando sempre la disponibilità dei mangimi di svezzamento e l’età. Regolarità, porzioni adeguate e pulizia sono alla base del successo.

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